Siamo molto orgogliosi di esser diventati una delle “67 Colonne” della Fondazione Arena di Verona, aderendo all’ambizioso programma che unisce imprenditori e professionisti nel sostegno di una delle forme artistiche più autentiche e rappresentative della cultura italiana: l’opera lirica.
L’iniziativa nasce cinque anni fa, per preservare la bellezza e l’unicità di questa forma d’arte, in uno dei luoghi che più la rappresentano, ovvero l’Arena di Verona. Prima dell’XII secolo, il celebre anfiteatro romano ospitava 67 colonne nei suoi arcovoli, in gran parte distrutte dal terremoto del 1117. Oggi, queste colonne rivivono idealmente in una nuova “cinta” simbolica, che unisce le aziende impegnate nella tutela dell’Arena, dei suoi eventi lirici, della cultura e dell’identità della città.
Opera lirica: un’eccellenza che genera connessioni
Da sempre noi di Pellegrini crediamo che l’arte sia un motore di crescita per la collettività: promuove la creatività, favorisce il dialogo tra mondi diversi, genera bellezza e conoscenza condivisa. Tra le sue forme più rappresentative, l’opera lirica si distingue come straordinaria espressione dell’ingegno italiano: da secoli porta sullo stesso palcoscenico competenze e linguaggi differenti. Il bel canto, la musica e la recitazione si intreccia con messe in scena spettacolari, scenografie e coreografie complesse, dando vita a un micro-cosmo che coinvolge artigiani, artisti e tecnici. Un ecosistema che, attraverso l’arte, genera lavoro, attrattività turistica e indotto economico.
A simboleggiare questa capacità di contaminazione tra linguaggi, l’apertura della 103ª stagione dell’Arena di Verona Opera Festival sarà affidata a La Traviata, in una versione del tutto unica. Per la prima volta nella storia areniana infatti, quest’opera sarà coprodotta dalla leggendaria istituzione parigina Moulin Rouge. Un debutto, in programma il 19 giugno 2026 con la regia di Paul Curran, a rappresentare proprio il dialogo culturale e la capacità dell’arte di superare confini e generi.
L’impegno Pellegrini
Il progetto della Fondazione Arena di Verona, dal 1915, rappresenta un ponte tra passato e futuro: un’identità che si rinnova, in una città che continua a far vivere i propri monumenti, accogliendo e reinventando la tradizione.
Questa storia ultracentenaria, capace di attraversare i grandi cambiamenti culturali e continuare a emozionare generazioni di spettatori, incarna pienamente l’arte come strumento di crescita, consapevolezza e condivisione. Da questa stessa consapevolezza prende forma l’impegno della famiglia Pellegrini nella tutela del patrimonio culturale, da Venezia a Trento, fino a Verona, con interventi di restauro, valorizzazione e supporto concreto all’arte. Un impegno di famiglia, nato decenni fa dalla volontà di permettere all’arte di continuare a essere vissuta, ispirare e generare nuova creatività.
’’Da sempre la nostra famiglia sente proprio il compito di prendersi cura del patrimonio artistico e culturale del suo territorio, nella speranza di renderlo sempre accessibile e fruibile, soprattutto alle generazioni future, affinché possa continuare a tramandarsi, trasmettere conoscenza e generare nuova arte.
In quest’ottica, l’opera lirica racchiude in sé un’unicità tutta da tutelare: può essere tramandata solamente se rappresentata sera dopo sera. Proprio per questo, il lavoro della Fondazione Arena di Verona è fondamentale per mantenere viva questa tradizione, offrendole una casa e custodendone la storia, il valore identitario e la bellezza.
Nel suo legame con la storia della città di Verona, divenuto nel tempo profondamente simbolico per entrambe, l’opera contribuisce al prestigio, all’attività turistica e allo sviluppo del territorio, così come alla valorizzazione della tradizione. Per questo intrecciarsi di significati siamo particolarmente orgogliosi di entrare a far parte del gruppo di aziende mecenati delle 67 colonne. Non più da spettatori, ma da sostenitori, nel nostro piccolo, di un’eccellenza artistica senza tempo.”
Sofia Pellegrini – AD di Pellegrini S.p.A.